Marina – nell’acqua

In MARINA l’elemento acqua è presente come amnios che la circonda.

La veste ampia come un abito da “favola” cela e protegge: ci fa intuire che qualcosa sta avvenendo dentro ad un ventre che ha perso la sinuosità.

Il polpo nell’antichità era collegato alla primigenia apparizione della vita o alla sua perpetuazione.

I seni sono come conchiglie, in cui l’intruso è trasformato nella perfezione e nella luce della perla. Nella tradizione induista la perla nasce dalle lacrime della luna. Le conchiglie, invece, appartengono alla serie analogica composta dagli elementi: acqua, luna, utero, donna e che richiamano la fertilità e la forza generatrice. La conchiglia è anche simbolo dell’unione di corpo e anima: il corpo fisico nell’involucro e l’anima nell’organismo del mollusco. Il corpo diventa inerte se separato dall’anima e così la conchiglia diventa incapace di muoversi se separata dal mollusco che le dà vita.

Le acque lasciano con leggerezza galleggiare la figura, che rimane stabile nel suo agguantare le rocce del fondo.

Coralli come capelli offrono rifugio agli esseri del mare. L’albero marino del corallo è legato simbolicamente al sangue, e quindi ancora alla vita. Gli antichi credevano che donasse equilibrio al corpo, rilassasse la mente e favorisse la crescita di una personalità forte e stabile.

Il regno vegetale è presente nelle alghe, rese libere nel movimento dal fluire delle correnti, tanto da essere confuse con animali.

Tutto nell’acqua si trasforma e cambia: ora è qualcosa che poi sembrerà diverso.

La coda di pesce come corona e i riflessi argentei rimandano, ancora una volta, all’elemento lunare: il femminile nel cielo.

Marina
Olio su lino – 80×196 – 2007